LETTORI FISSI

sabato 10 marzo 2012

POLEMICA: LUCIO DALLA gay



La polemica sterile di questi giorni, sull’omosessualità di un grande cantante scomparso da  poco, mi fa riflettere su come –negli anni- si sia riuscito ancora una volta a travisare quello che davvero devasta la società, e il mezzo più idoneo da usare per rimediare  a discriminazioni ancora in essere.
Forse saranno utili i gay pride a parere degli organizzatori,  ma io credo che lo sbandieramento dei gusti personali –perché di libere scelte si tratta, come mangiare solo carne e rifiutare il pesce- alla fine non interessi più di tanto, e non provochi nulla, oltre al sorriso ironico o al senso di fastidio che scaturisce sempre, in tutti, davanti a qualsiasi esagerazione.
Quello che si stenta a comprendere, è che non è l’imposizione plateale di gusti che dovrebbero rimanere nella sfera privata, che abbatterà discriminazioni omosessuali, ma il cambiamento dei non valori, l’instaurare  rispetto per il prossimo. E’ questo che dovrebbe essere insegnato,  in prima battuta nella famiglia d’origine, e nella scuola dopo.
Un tempo questi valori erano dispensati a parole dalla chiesa, e a qualche scappellotto dalla famiglia, per perdersi poi nel gruppo giovanile, dove insorgeva e ancora oggi insorge, scherno e intolleranza.
E’ proprio nei gruppi, nelle aggregazioni, che andrebbe posto il problema. La scuola è il primo scalino per gli insegnamenti di questo tipo. Occorre insegnare educazione civica in modo massiccio e inculcare valori di tolleranza. Valori che sono ben esplicati dal cristianesimo, unica religione che rispetta il diritto alla dignità maschile o femminile, e che nell’istituzione del perdono, accoglie anche chi sceglie percorsi di vita diversi.
Il perdono cristiano è da intendersi come annullamento del senso di colpa che impedisce di vivere serenamente, non come scappatoia per usare a piacimento atteggiamenti e scelte in contrasto con il rispetto delle regole civili. Del resto,  psichiatria e psicologia hanno ben compreso quanto sia devastante, e quale rimedi adottare.
Nella nostra società pur imperfetta, abbiamo un grande dono, gli insegnamenti di Cristo e quella grande istituzione che è la scuola. Facciamo in modo di farla funzionare e di esaltare l’individuo per il suo valore umano, non per quello che sceglie di mangiare e trasformare in rifiuto.
Per concludere c’è una bellissima canzone di Lucio Dalla, che vorrei tutti ascoltassero, dal sapore profetico o utopico, questo lo dirà il tempo.
Caro amico ti scrivo….e si farà l’amore, ognuno come gli va…

10/3/2012