LETTORI FISSI

mercoledì 13 giugno 2018

DISSOLVENZE IN NERO




In dissolvenza incrociata
l’ultimo lamento si confonde col primo vagito
spirale immortale di vita, onde
che si allargano inarrestabili nell’universo.

E’ presente in ogni istante la morte d’estate
piccole ali, piccoli cuori
sfidano ebbrezze di libertà assolute
comportamento frattale
di una umanità ansiosa di estasi.

Uno schiaffo all’aria e la mosca cade
un passo in più e muore la formica
un bicchiere di troppo e la vita sembra migliore
fino alla prossima curva.

Quelli muoiono tra zampironi e vape
gli altri deformando l’argento opaco
di un guard rail che li attira.
Sonnecchia la morte in attesa
di regalare l’ultimo brivido
nel mistero della nostra esistenza
in bilico tra incoscienza e certezze immanenti.

Si perdono così i figli
In uno schianto di cuore e metallo nero
tra il sudore di effimere attese
e l’ostinato silenzio delle stelle...

mercoledì 23 maggio 2018

LA SOGLIA





Nel gioco di sguardi
l' attimo impareggiabile
un solo istante in cui colori-pensiero
invadono la soglia.

Mi vedi? Sono a un passo
dall’uscita
sono il profilo scuro
in controluce
nella sala vuota.

Oltre i tendaggi che chiudono saluti e sorrisi
divento statica immagine, sfinge
con l’occhio fisso che si abbaglia
di vuoto e  musiche  lontane.

La fedeltà alla gioia
ha le ombre del crepuscolo
i palmi sugli occhi un buio necessario

Chissà se  domani  vedrò di nuovo, nitidamente
colori, germogli e fiori…

sabato 5 maggio 2018

NARCISO



RICUCITURE
Sono malata di niente.
Una  terrificante nostalgia
vaneggia a quaranta gradi
e sull’acqua grande, arrossa
come un tramonto rappreso sui pioppi
L’argine si sgretola ogni giorno
per ricucirsi di notte.
La sonorità del fiume è un punto esclamativo
che si trasforma in domanda.
Un sorriso ora
potrebbe valere più di ogni altra cosa…



























NARCISO
Non mi somigli, narciso
tu sprofondi nella pozzanghera
fino al centro del fuoco
La tua calma di traliccio
ha ucciso il mio tempo
e tra le mani ho sillabe scure
che tuttavia  fioriranno 
in nuove pacificazioni.


venerdì 27 aprile 2018

FRAGILE




Sono fragile.
Ho la rassegnata fragilità degli anziani.
Non l’impotenza rugiadosa dei bambini che piangono rabbia
Non quella degli adulti che vibrano frustrazioni.
La mia  fragilità è avvolgente
Sicché la primavera mi scalfisce solo di lato

Il verde mi riguarda solo parzialmente.
Anche in esso io noto la sofferenza, gli steli piegati.
Il mio corpo ostinato decide strane posture
che rifiutano impulsi della mente.
Mi sento arsa dagli anni
la pelle dolorosa è debole rifugio
il mondo  muore dentro e fuori
la pausa della maturità è finita
come una ricreazione allegra e troppo breve.

Ora l’attenzione è sgomento.
Avvolgente la certezza di uno scorrere precario
fluido, senza soste rigeneranti
e gli attimi troppo veloci.

Ho tutto sotto controllo
ma la tenerezza è insofferente a colori statici.
C'è il vuoto dentro
la vita non vissuta
è fatica nello scendere la scala
pietra nel fiume scalfita dall'acqua
è il fragile profumo dell'iris di maggio
è il sapore grigio e umido del già visto…

sabato 31 marzo 2018

L'INGANNO



Alla mia amata Eli

Lei si fidava. Ha appoggiato tranquilla il suo musino triste nella mia mano, e si è addormentata. L’ago non ha infierito con altro dolore,
Tre farmaci, per tre stadi di coscienza. Il  calmante,  poi l’anestesia e il farmaco letale  hanno bloccato il suo cuore. 
Quel cuore gioioso e pieno di vita che mi aveva scelto, diciotto anni prima, si è arrestato, ad occhi aperti.
Lei si fidava, seguiva la mia ombra, il cenno della mia mano che invitava, la voce che guidava.
E io che non mi sapevo memoria, ora mi sento pioggia, e scivolo nelle cose incompiute e negli anniversari.
Ho scavato il giardino, ho rotto radici e ho atteso che il suo gelo ne confermasse la  morte.
Era freddo il suo corpo biondo che si ribellava alle cure, serrati i suoi denti sull’ultimo gemito.
Spento all’ultima carezza il suo mugolio felice, così strano che sembrava  il ronfare di un gatto. 
Spenti nella cecità gli occhi adoranti e lo sguardo triste se la sgridavo.  Lontane le corse pazze in campagna inseguendo lepri e fagiani.
Lei si  fidava e io ho deciso, di non  lasciarle più  gridare il dolore, di fermare il sangue che l’abbandonava  e di piangere la sua impotenza a muoversi.
Di coprire di terra fertile il suo piccolo corpo.
Di piangere la necessaria crudezza del sentirmi Dio per un istante.
E vorrei sapere se mi ha perdonata, se nell’altra dimensione mi aspetterà e riconoscerà.
Lei si fidava, e io l’ho tradita e vivo.
Come l’erba che ha paura ma sa che si ergerà  ancora dopo essere stata schiacciata.
Vivo come  si vive dopo i grandi dolori che umiliano e addolciscono…
30/3/2018

giovedì 15 marzo 2018

NELLA FILIGRANA DELLA NOTTE - Emma Lisa Lucchini



Un saluto alla brava e dolce poetessa Emma Lisa Lucchini che ci ha lasciato, con il video della sua poesia NELLA FILIGRANA DELLA NOTTE.
Arrivederci Emma, sei nel cuore di chi ti ha conosciuta.



sabato 10 marzo 2018

GODIMENTO PRIVATO E SACRIFICIO COLLETTIVO







10/1/2014   Punti di vista sulla liberalizzazione delle droghe

Nella vita ci sono cose necessarie alla sopravvivenza, altre usate per abbellirla.
La droga, l’alcool, il sesso senza coinvolgimenti l’abbelliscono, la rendono fluida, senza pensieri.
Poi c’è l’arte, la musica, la poesia, lo sport, ecc.
Ciò che unisce tutto e lo rende fruibile è la libertà individuale che non dovrebbe essere vietata o imposta agli altri limitandoli.
Ebbene, chi beve, fa sesso non sicuro, gioca alle slot o si fuma risorse con sigarette normali o marijuana, compie un atto volontario e voluttuario, ma al contempo impone alla società tutta, sacrifici e risorse economiche per rimediare ai danni provocati dai suoi momenti di godimento privato…(tra questi danni, malattie, omicidi, furti e quindi l’aumento della malavita).
E questo francamente mi sembra assurdo.
Come agire dunque per cambiare la società ed eliminare la malavita mantenendo uno standard di salute dei cittadini?
Si può fare, ma non liberando i divieti, bensì lavorando con tutte le forze sull’educazione alla convivenza civile  e  legalità, sulle basi morali che senza essere mistiche sono i mattoni sui quali esiste una società giusta...proprio quello che ci manca.
La corruzione esiste per questa mancanza.
Ora l’etica laica cambia nel tempo, -al contrario di quella religiosa- e ben se ne vedono i frutti specie negli stati in cui si sono liberalizzate sia la droghe che l’alcool o l’uso delle armi.
Risultato? Una società allo sfascio dove anche i bambini sparano a vista su adulti e coetanei, in quanto già alterati mentalmente dall’assunzione di alcool e droghe; questo senza voler citare guerre e deliri vari di morte consueti, regalate dalla avidità di chi è adulto.
Il problema non è combattere  la droga, ma  lo sfascio morale.
Su questo obiettivo andrebbero fatte leggi e regolamenti: insegnare a menti giovani una esistenza meno egocentrica e magari riproporre i valori cristiani sui quali era stata fondata la nostra società.
Invece si attivano risorse cospicue (recuperate da tasse infinite) da distribuire a pioggia ai SERD ecc. per aiutare chi spesso cominciando con droghe leggere si brucia la volontà diventando schiavo di abitudini attivate nella sua più sacrosanta e democratica libertà individuale.

E allora, io penso molto democraticamente, che a questo punto non si dovrebbe più sborsare un centesimo alle strutture per il recupero di chi si è volontariamente rovinato…
Mi sembra troppo comodo il godimento privato e il sacrificio collettivo come rimedio.

Inoltre, conoscendo i nostri illuminati e creativi politici, sono abbastanza diffidente sulle motivazioni di questa liberalizzazione, in quanto sicuramente aumenteranno i clienti di case di cura e dei Serd: risorse da destinare e dirottare dove è più conveniente: vedi finanziamenti ai partiti, ecc.

Quanto agli studi sulle varie droghe, si svolgono già nelle sedi scientifiche consuete.
La liberalizzazione è una scusa per recuperare risorse, dirottarle per permettere agi impensabili a chi le gestisce e non per arginare le sue conseguenze, nell'ipocrisia più totale dello Stato, alla quale già siamo abituati (sigarette, slot, alcool).
Ad esempio nei Serd esiste già la distribuzione legalizzata di Metadone, ma questo non ha risolto la tossicodipendenza.
Mi ripeto, quello che dovrebbe essere incentivato sono il rispetto per l'esistenza altrui, umana e animale e non l'ipocrisia di un sistema che ti permette di ammalarti e poi ti toglie denaro fingendo di curarti...
10/1/14
r.g.

Una mia riflessione di qualche tempo fa. Per fortuna il testo per la legalizzazione è stato tagliato nell'ottobre 2016 e del vecchio residua solo l'ok. per l'uso terapeutico...trovo incredibile la superficialità di quei parlamentari che vorrebbero una società allo sfascio.