LETTORI FISSI

domenica 23 agosto 2015

AL RISTORANTE, ASSAGGI CAUTI






Ho l’appetito condizionato dai commensali
fedeli  a tradizioni
siedo impacciata  e scruto.
ai fianchi parla la noia
visi arrossatifrasi ghiacciate
vibrano a pelle dettagli, sguardi, 
forse solitudini.
Ridacchia una  magica  terapia di gruppo
restaura ritratti, ricopre con nuovi sughi
vecchie portate in connessione di vedute.

Abbasso e innalzo retrusioni e lateralità
mastico imprecazioni sottovoce
è vecchio il  menù e ingiallito.
Primi piatti a giorni alterni nella mia dieta
in gran quantità spaghetti avvinghiati, parole
che afferro  con forchette d’argento
in assaggio cauto…

Inghiotto  curiosa
sfuggenti appendici di vita altrui
come ne fossi davvero affamata.
Il primo ha tutta la mia attenzione
però  il coltello tagliente è  per il secondo
ad appetito già soddisfatto.
Noi vivi, per uno strano bisogno
(amore?) ci nutriamo di attimi leggeri, già morti…

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