LETTORI FISSI

mercoledì 21 ottobre 2015

SLARGO D'AFFETTO * impressioni




Vicino al fiume la terra è esplosa
come fra incontri di corpo e unghie…
C’è  riverbero d’argento su sassi dilatati e rotondi
La noia, quella delle stagioni
si drizza in piedi
ubriaca all’inizio, poi tace e mi segue
imbevuta di luce e ricordi.
Nel fango rappreso mille detriti
e creature in frantumi
la strada è sabbia e ossa d’alberi
il passo  affonda   e inciampa in radici divelte.

Accanto all'acqua un tronco arso offre ristoro
al cammino diseguale di larve e cicale
nomi e volti scomparsi
bottiglie vuote brillano d’un verde ostinato
interrate e ferme come rimpianti.

Creano un nuovo paesaggio
sacchetti di plastica senza immondizia:
se l’è mangiata il fiume in uno slargo d’affetto.

Nella spiaggia due palloni vicini
uno rosso gonfio d’acqua
l’altro bianco pieno d’aria
come un futuro da gustare
io calcio l’ultimo che fugge verso la riva
e si ferma fra orme di cinghiale…