LETTORI FISSI

domenica 22 dicembre 2013

IL NATALE: cosa è rimasto?







Questa mia nota che ripropongo -nell'augurare una serena Festività a chi mi legge-  è del Natale 2011, risposta a un post di una cara amica.
Ciao cara amica mia,  ho letto il tuo interessante articolo, e sono d'accordo con te quando parli del Natale consumistico, senza significato. Compleanno di Amore, è questo il significato del Natale, qualcuno che nacque per ritrasmettere valori dimenticati già 2000 anni fa. Qualcuno che si è lasciato uccidere perdonando chi lo uccideva e che lasciò parole di tolleranza, aiuto e perdono.
Quanto alla crisi che imperversa, io sono convinta che tutti noi italiani siamo colpevoli di avere accettato politici che ambivano al potere, per avere la propria personale fetta di benefici (15-20.000 E. mensili di stipendio e dopo 5 anni una pensione dall’importo quasi uguale senza versare un e. di contributo).Colpevoli di  non avere rifiutato favori  clientelari. Colpevoli, per non avere capito che i dipendenti pubblici (sono anch’io una ex dipendente) quando non collaborano con un lavoro serio, diventano un peso e creano disservizio, quando non addirittura  tragedie vere e proprie: pensiamo solo alla sanità…! Ma anche alla giustizia e al fisco…
Colpevoli di non avere contestato il passaggio all’Euro, senza che l’eterno stillicidio di tasse che risalgono alla notte dei tempi (guerra coloniale) continuasse con aggiunte continue, vanificando così il risparmio sull'acquisto di carburanti. E parlo di tutte quelle istituzioni, sindacati ecc. che pur avendo una estensione nazionale,  hanno ancora oggi lo sciopero facile per problemi di categorie limitate e non sono capaci di unione.
Colpevoli di prendercela con  la Chiesa, come se il pagamento dell’ICI, che pur avviene da parte sua negli ambiti previsti dalla legge, potesse risolvere il problema degli italiani. Una percentuale consistente  degli italiani sono degli squallidi furbetti che accettano il politico, chiudono gli occhi sui suoi vantaggi, perché sperano in qualche briciola da beccare. Italiani che non hanno ancora capito, e non si muovono, per monitorare davvero con gli scontrini fiscali entrate e uscite di una famiglia, e non chiedono ai politici di studiare e applicare questa possibilità. Colpevoli di delegare al governo attuale, l’occhio lungo, OBBLIGATORIO delle banche sui risparmi dei più poveri, i pensionati dal reddito bloccato.
Italiani che non si chiedono dove finiscono gli introiti delle lotterie nazionali! E per finire italiani che vedono la chiesa, non come una istituzione dal compito di trasmettere valori cristiani  (forse anche per colpa di certi indegni prelati), italiani che contestano stupidamente l’8%° dimenticando che per tutte le religioni, si tratta di un contributo volontario.
Italiani  che hanno scordato che in Italia esiste anche la Repubblica di S. Marino, analoga al Vaticano, con le sue leggi  e ordinamenti. Che non sanno o non capiscono che solo la vera democrazia riuscirà a risolvere i problemi della fame in popolazioni emigranti e in fuga da dittatori. Italiani che hanno dimenticato o fingono di non sapere che i missionari cattolici, pagano con la vita, l’insegnamento di valori etici ed ideali che dovrebbero essere  la bandiera di uno stato laico, cittadini che non pretendono che l’ONU si attivi in questi stati arretrati. Italiani che non sanno che in tutte le parrocchie c’è un servizio (mensa) per i poveri, che i parroci aiutano con contanti le famiglie bisognose, che spesso danno abitazioni a famiglie senza chiedere affitti. Ma è risaputo: la carità non fa audience, e quella dei religiosi non viene sbandierata dai media.
Italiani che tollerano che uno Stato,  non sopperisca all’insegnamento di questi valori, che non trasmettono educazione civica al propri figli, che insorgono quando nelle scuole la religione li vuole insegnare. Italiani che vedono il degrado morale e l‘infinità superficialità di questa società e non riescono a fare un esame di coscienza: i colpevoli sono sempre gli altri.
 ll discorso è davvero ampio, mi limito quindi solo a una domanda: fino a quando gli italiani a riusciranno a tollerare ignoranza e ingiustizie?
12/12/11


8 commenti:

  1. Un disequilibrio di carattere generale, che porta solo scompensi nell'economia nazionale e in tutti i risvolti ad essa relativi, con eventi, talvolta drammatici che sottolineano la gravità della situazione, mentre i politici si disinteressano completamente di questi eventi, pensando solo ai loro tornaconti....
    Grandi temi e particolare sensibilità nelle valide pagine del tuo blog.
    Buona serata e un abbraccissimo, silvia

    RispondiElimina
  2. Grazie Silvia! Ho scritto questo post nel 2011 e finalmente posso affermare che qualcosa si è mosso, che forse gli occhi di tutti si stanno aprendo sullo squallore di una classe politica che vede solo i propri privilegi, e che cerca tenacemente di conservarli affossando di tasse i cittadini.C'è di nuovo speranza...A presto!

    RispondiElimina
  3. Si, guai se non continuassimo a coltivare la Speranza e ad agire di conseguenza. Grazie e Buon Natale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per la visita e gli auguri, gentilissimo! A presto.

      Elimina
  4. Come sempre sei molto profonda in ogni cosa che fai... al di là di tutte le brutture del mondo, frutto dell'ignoranza e dell'ingiustizia, mi fa piacere augurarti un sereno Natale nel cuore. Ti abbraccio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio Loretta per le gentili parole, a presto e auguri anche a te per un Anno nuovo e sereno.

      Elimina
  5. Spero tu abbia trascorso un sereno Natale, in quanto all'articolo da te scritto, sono d'accordo in tutto e per tutto con te e credo che adesso tanta gente si si ridimensionata al giusto equilibrio di essere meno egoista e cercare d'aiutare più i poveri. Credo che la società del consumismo pian pian si diriga verso la strada giusta. Un sereno pomeriggio ed un abbraccio cara Rosanna!
    Grazia Denaro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carissima è un piacere leggere del tuo passaggio. Buon Anno e a presto.

      Elimina